Serve ancora il curriculum?

Serve ancora il curriculum?

Non tutte le ricerche di lavoro sono uguali, e non sempre è detto che il curriculum sia lo strumento migliore per presentarti o dare ai tuoi interlocutori le giuste leve per essere scelta.

Le aziende alla ricerca di una psicologa per il loro reparto risorse umane o le scuole private che necessitano di ampliare la loro offerta o i loro servizi con uno psicologo o i potenziali pazienti, oggi oltre a leggere il curriculum tradizionale utilizzano il web per scorrere dei “curricula “ più completi, che non siano semplici elenchi di esperienze fatte.

Il curriculum tradizionale

Prima di tutto il CV deve essere leggibile ed intuitivo, quindi non utilizzare font particolari, scegli font grafici chiari e semplici come ad esempio Arial, Times New Roman, Calibri, ecc.

Altro tasto dolente è la foto: assolutamente è necessaria una foto professionale, con sfondo bianco o neutro. La foto è uno degli aspetti, più considerati, nella scelta definitiva del candidato. Evitare quindi selfie, ritagli di foto da matrimoni, feste, capodanni, compleanni, ecc., ecc.

Inoltre, evitare assolutamente errori grammaticali, frasi scorrette, date non corrispondenti alla realtà, indirizzi non reali, omissioni di dati personali. Piccoli aspetti che, potrebbero sembrare banali, ma in realtà danneggiano la validità del curriculum.

Il CV può essere di 3 tipi:

  • europeo (modello europass): il modello più anonimo, perché non fornisce molte informazioni su sé stessi; è molto utile per candidarsi ai concorsi pubblici e nei form on line.
  • cronologico: permette di inserire le proprie informazioni dalla più recente alla meno recente. È il più utilizzato dai giovani.
  • funzionale: raggruppa le informazioni a livello tematico. Non è molto conosciuto ancora.

Tutti sappiamo che il CV è composto da 5 sezioni, che devono essere compilate in modo dettagliato:

  • Informazioni Personali (nome, cognome, recapiti telefonici, e-mail, indirizzi di domicilio e residenza; in caso di un profilo professionale è bene aggiungere anche i siti internet o link di Social Network come Linkedin e pagine Facebook);
  • Esperienze lavorative;
  • Istruzione e Formazione (i diplomi, le lauree, devono sempre contenere le date di inizio e fine, il nome della Scuola/Università. Nel caso la scuola o l’università frequentate siano private è bene sottolineare anche il decreto di equipollenza del MIUR;
  • Conoscenze linguistiche e competenze informatiche, organizzative, tecniche, sociali, etc;
  • Ulteriori informazioni: patenti, pubblicazioni, hobby pertinenti alla professione, partecipazione a convegni, seminari ecc.

N.B.: Che cos’è il QEQ?

Per tutti coloro che vogliono trovare lavoro all’estero è necessario aggiungere il QEQ, il livello del titolo di istruzione equiparato agli standard europei. 

Nel caso degli psicologi è:
“Laurea Magistrale in Psicologia (Liv. QEQ: 7)”

Il Profilo come curriculum allargato

Dal sito web agli articoli pubblicati in rete, dalle risposte che riesci a dare a chi fa domande alla psicologa, alle tue condivisioni sui social: tutte queste cose ampliano il curriculum tradizionale che spesso siamo abituati a presentare quando siamo in cerca di una buona offerta di lavoro. Questo “curriculum allargato” è quello che chiamiamo profilo.

Anche quando riesci a far arrivare il tuo nome a qualcuno, sia esso un potenziale paziente oppure una struttura che offre lavoro a uno psicologo, ti devi aspettare che la scelta finale sia comunque preceduta da un approfondimento fatto su internet del tuo profilo. “Cosa c'è in Rete su questo psicologo?””

Un profilo che si deve essere capaci di costruire nel tempo sul web, così come si è capaci di compilare un curriculum tradizionale e partendo da esso. E' un lavoro in evoluzione al pari passo della vita professionale.
Devi imparare a saper condividere quest'ultima nel giusto modo. Condividerla perché è quello che sei e quello per cui vuoi essere ritrovata e scelta per poter fare il tuo lavoro di psicologa o psicoterapeuta.

Buon Lavoro