Arriva lo psicologo nelle case di cura per anziani

Ormai cresce sempre di più il numero degli anziani in Italia e diminuisce a vista d’occhio il numero delle nascite: nel 2017 è stato registrato il minimo storico per le nascite.

Psicologo nelle case di cura

Il popolo italiano sta diventando un popolo anziano.

La maggior parte degli anziani vive da sola e senza un’adeguata assistenza domiciliare. Altri, invece, scelgono di entrare in adeguate case di cura, per non cadere nella solitudine e per avere un’assistenza professionale e sanitaria h24.

Molte case di riposo forniscono: servizi specifici di carattere assistenziale, prestazioni di tipo ricreativo e prestazioni riabilitative, dirette al recupero dell'autosufficienza del paziente.

Proprio, in quest’ultimo caso, rientra il lavoro dello Psicologo.

Grazie ad una buona formazione specialistica, lo psicologo può offrire la propria opera di consulente, formatore e riabilitatore a:

  • strutture residenziali per anziani
  • cliniche per anziani
  • associazioni che si occupano di anziani.

Qual è l’obiettivo dello psicologo?

L’obiettivo dello psicologo, che lavora nelle case di cura per Anziani, è quello di prevenire e di migliorare le problematiche emotive e i disagi relazionali degli ospiti, dei rispettivi familiari e degli operatori, in un’ottica di promozione del benessere e della qualità di vita.

Lo psicologo cerca di facilitare e potenziare le relazioni esistenti tra l’anziano e la sua famiglia, e tra l’anziano e gli operatori della struttura.

Ambiti di intervento dello psicologo nella casa di cura

Lo psicologo nella casa di cura può lavorare in diversi ambiti di intervento:

  1. Nell’ambito degli ospiti: tramite un’attenta valutazione diagnostica; un buon sostegno psicologico, soprattutto nella fase di accoglienza; mirate attività riabilitative.
  2. Nell’ambito dei familiari degli ospiti: tramite una stretta collaborazione che prevede gruppi di sostegno, in cui i singoli familiari possono liberamente confrontarsi ed imparare dallo psicologo come relazionarsi al meglio con l’ospite-paziente.
  3. Nell’ambito degli operatori: tramite uno specifico supporto che miri ad una buona integrazione e collaborazione tra tutti gli operatori. Questo tipo di intervento evita che i singoli operatori adottino atteggiamenti incoerenti o sbagliati nei confronti degli ospiti e dei colleghi stessi.
  4. Nell’ambito di tutta l’equipe: tramite incontri di formazione periodici che permettano di sensibilizzare il personale sul bisogno del confronto reciproco; sull’importanza della propria professionalità e del proprio ruolo all’interno della struttura.  

Forme contrattuali

Non ci sono, fino ad oggi, indicazioni specifiche sulla tipologia di contratto tra la figura dello psicologo ed i diversi centri di servizi e case di cura, quindi ogni struttura è libera di proporre un contratto in regime di libera professione, a progetto, a tempo determinato o indeterminato: tutto dipende dal singolo caso.

L’unica cosa certa è che il bacino di utenza risulta, ad oggi, abbastanza ampio e quindi anche le opportunità di lavoro sono in crescita.