Trovare lavoro aiutandosi col web

Trovare lavoro

Nell’era dei social network è cambiato il modo di farsi conoscere. Non tenere conto di tutto ciò, vorrebbe dire ridurre automaticamente le possibilità di trovare valide offerte di lavoro.

Tutti ormai hanno la propria reputazione on line, vera o virtuale che sia.

Per avere informazioni su una persona, è ormai prassi consolidata digitare nome e cognome sul più grande motore di ricerca: GOOGLE.

Per avere informazioni su una persona, è ormai prassi consolidata digitare nome e cognome sul più grande motore di ricerca: GOOGLE.

E sapete qual è uno dei primi risultati che compare su Google?

Nella maggior parte dei casi è il profilo Linkedin!!!

Per questo è fondamentale averne uno ben strutturato, completo e soprattutto attivo.

Sicuramente i Curricula professionali restano una carta vincente da giocare, nella faticosa ricerca di un lavoro, ma dobbiamo anche accettare che i social network professionali sono diventati gli strumenti di recruitment più utilizzati ed apprezzati dalle aziende e dai Responsabili del Personale.

I social network oggi garantiscono un contatto più diretto tra direttore e personale da assumere: forniscono valide informazioni, referenze, foto, video della persona interessata.

Oggi, i reclutatori possono, tranquillamente, curiosare tra decine e decine di profili e scegliere, più velocemente, il candidato ad hoc.

Per questo motivo non è tanto importante scegliere se avere o meno un profilo on line, bensì capire come strutturarlo, per attuare una strategia di networking vincente!

Come sfruttare il potere di Linkedin

Il 70% delle aziende usa i social media per assumere personale, l’80% di queste scelgono Linkedin!

Usare in modo corretto ed efficace Linkedin significa curare costantemente il proprio profilo professionale, pubblicare immagini e contenuti delle proprie attività lavorative, articoli interessanti, link ad importanti siti web.

La parola chiave è imparare a pianificare e sviluppare una rete di contatti, in modo da alimentarla e raccogliere, nel tempo, feedback positivi da capi, responsabili, colleghi, conoscenti ed amici.

Come fare?

Gli psicologi che esercitano la professione in ambito clinico, soprattutto se operano come liberi professionisti, hanno più bisogno di crearsi una rete di professionisti con cui interagire, piuttosto che curare costantemente il proprio profilo professionale.

Se, ad esempio, vi occupate di disturbi alimentari, provate a creare una rete fatta di nutrizionisti, dietologi! Osservate la differenza tra il prima e il dopo.

Ormai non avere una presenza su un social network è semplicemente un fatto anacronistico.

Quali piattaforme scegliere per uno psicologo o psicoterapeuta?

Le opzioni vincenti oggi sono due: Facebook e LinkedIn.

La scelta di Facebook è a dir poco scontata: tutti ormai hanno un profilo personale o professionale su Facebook, non averlo significherebbe non essere al passo con i tempi.

Il pubblico che è possibile raggiungere su questa piattaforma non ha paragoni rispetto a qualsiasi altro social.

Una pagina professionale ben progettata, dotata di buoni contenuti, consente di costruire una piccola comunità che può aumentare il traffico sul proprio sito web, creando una rete di nuovi pazienti e quindi di nuove possibilità di lavoro.

LinkedIn, invece, è il social network dedicato alle aziende ed è più difficile che possa essere il fine ultimo di uno psicologo.

LinkedIn può aiutare lo psicologo ad aumentare la propria notorietà e a migliorare la propria reputazione professionale, attraverso una strategica costruzione del profilo professionale. Grazie a LinkedIn è possibile, anche, seguire il pensiero di colleghi più autorevoli e quindi rimanere informati su tendenze e novità riguardanti la propria professione.

Non è così difficile differenziarsi dalla massa e diventare più “visibili”. Tutto dipende dalla strategia che si vuole seguire.

L’importante è essere guidati dal buon senso, dalla chiarezza e soprattutto dall’attenzione, al reale bisogno delle persone che cercano una soluzione alla propria sofferenza.